INDIVIDUARE
GLI "ORDINI" INDICATI DALLA PSICOLOGIA TRANSAZIONALE
ED INVITARE GLI ALUNNI A LIBERARSENE
Gruppo di studio
del Liceo Russell di Roma (1)
La psicologia transazionale di E. Berne rileva
che le persone spesso tendono a mettere in atto
comportamenti suggeriti da pressanti sollecitazioni
ricevute fin dall’infanzia; gli “ordini”
sono, in estrema sintesi:
1. sii compiacente
2. sii forte
3. sii perfetto
4. sbrigati
5. tenta disperatamente
Questi comportamenti errati non dovrebbero sfuggire
ad una attenta osservazione dell’insegnante,
il quale, dopo averli individuati, dovrebbe aiutare
gli studenti a liberarsene.
UN CASO ESEMPLARE
Osserviamo il caso esemplare seguente.
**** è un’allieva molto brava e studiosa;
è un po’ timida e si trova a suo
agio soprattutto nel piccolo gruppo di amiche
che si è creato, dal quale si allontana
raramente per stringere altre amicizie significative.
Recentemente la famiglia ha esposto agli insegnanti
il problema della figlia: dopo un periodo di depressione,
**** è scivolata nell’anoressia.
In classe i compagni si accorgono del problema:
**** è ormai ridotta a uno scheletro e
nessuno l’ha mai vista mangiare neanche
una caramella durante le ore di lezione. Anche
le insegnanti sono fortemente preoccupate, ma
si esita un po’ ad intervenire per mancanza
di indicazioni da parte della famiglia. Il rendimento
della ragazza, tra l’altro ha una certa
flessione, anche se si mantiene nel complesso
buono.
E’ certo, però, che la mancanza di
energie produrrà danni sempre maggiori
se non si farà qualcosa. Una delle insegnanti
informate del problema decide di intervenire:
con molta delicatezza e prendendo il discorso
alla lontana inizia in classe una conversazione
sull’argomento. Le ragazze esprimono il
loro punto di vista ed affermano di voler sostenere
la compagna in difficoltà. ***** ovviamente
evita di partecipare alla discussione, ma sa che
ora non può più fare a meno di confrontarsi
con il problema.
Si concorda che ****, la quale nel frattempo ha
iniziato la terapia, venga tenuta sotto controllo
con discrezione da compagni e insegnanti; sarà
anche invitata ad uscire dal gruppetto consueto
per avere scambi amichevoli anche con altri elementi
della classe. Migliorando la relazionalità
si spera di ottenere anche una crescita dell’autostima
e del desiderio di uscire con le proprie forze
dalla malattia, nonché una parziale regressione
del rifiuto di cibo.
D’altra parte gli insegnanti apriranno con
l’alunna altri canali di comunicazione,
per facilitarla nell’esternazione dei suoi
sentimenti e per insegnarle ad esplicitare le
richieste di aiuto. Le viene spiegato anche che
dovrà occuparsi del suo corpo, oltre che
migliorare la sua mente attraverso lo studio,
e che dovrà imparare a volersi più
bene e ad accettarsi con i pregi e i difetti che
le sono connaturati. ***** si rassicura un po’:
ora è fiduciosa nelle possibilità
di ripresa.
CONCLUSIONI
Nei comportamenti di ******, come in altri casi
di anoressia, si vedono chiaramente operanti due
“Ordini” Berniani > 1) sii forte
2) sii perfetto
Più volte la ragazza si vanta con le amiche
di essere tanto forte da fare a meno anche del
cibo, considerato come una debolezza da censurare,
un elemento distraente. Tra l’altro *****
si propone di raggiungere grandi obiettivi e desidera
assolutamente mantenere un rendimento brillante
e al di sopra della media.
In teoria non vi è nulla di male se un’alunna
desidera essere brava o non sta a rimpinzarsi
ogni quarto d’ora di cibi pesanti e pasticciati;
la caratteristica degli “Ordini”,
però, com’è noto, è
quella di rendere ossessivi e pericolosi questi
atteggiamenti, sino al punto di rovinare per sempre
le persone. Quando poi si tratta di soggetti in
età evolutiva si sa che gli squilibri alimentari
prolungati possono causare sensibili danni neurologici.
In questo caso, fortunatamente, anche la scuola
non è rimasta a guardare, anzi si è
attivata alacremente per un cambiamento positivo,
facendo leva sulle capacità umane e sulla
preparazione pedagogica degli insegnanti, sulla
collaborazione richiesta e ottenuta con il gruppo-classe,
per stabilire dinamiche relazionali positive e
volte al benessere di tutti.
Gruppo di studio docenti del Liceo Russell
(1) Chi fosse interessato
ad entrare in conatto con gli autori di questo
articoli, può rivolgersi a Comunicascuola.it
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