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AREA PROFESSIONALE "Articoli" \ I
muri maestri della comunicazione \ Graffiti e Famiglia
I muri maestri della comunicazione
5. Graffiti e Famiglia .
Il dato che il
novantasei per cento delle famiglie del campione
era a conoscenza dell’attività di writer
del figlio può essere interpretato
sia come una pervasività di quest'area all’interno
di altri ambiti della vita del soggetto, abbiamo
già visto nel lavoro ed ora lo riscontriamo
nella famiglia, sia come un elemento fondamentale
dell’identità del soggetto che si esprime
quindi in diverse aree della sua esistenza.
La prevalenza di risposte negative alla scoperta
da parte dei genitori dell’attività
pittorica del figlio, può essere vista come
un altro indice della forza delle convinzione di
autoefficacia del campione.
Di fronte a questi ostacoli i ragazzi hanno intensificato
gli sforzi, facendo capire ai propri genitori l’importanza
che soggettivamente assumeva dipingere muri con
la costanza,la determinazione, e la perseveranza,
come risponde quasi la metà del campione,
con la persuasione verbale, con l’esposizione
delle proprie opere alla famiglia , con le rinunce
affrontate per poter dipingere o con ogni modo.
La prova di questo impegno potrebbe essere indirettamente
dedotta anche dal cambiamento di atteggiamento che
caratterizza l’attuale pensiero dei genitori
in riferimento al writing. Infatti, anche se rimane
la disapprovazione, la preoccupazione soprattutto,
si evidenzia una trasformazione positiva delle opinioni
della famiglia, che sostengono, approvano le azioni
del figlio o per lo meno le accettano.
Risulta interessante evidenziare che ben il quarantaquattro
per cento del campione afferma di sopportare tutto
dei propri genitori, ribadito da una ventotto per
cento che alla domanda successiva dichiara di essere
soddisfatto di come sono.
Oltre ad essere un dato che potrebbe essere collegato
ad un buon livello di self
efficacy familiare,
questo riscontro potrebbe essere usato per disconfermare
gli stereotipi che associano le scritte sui muri
alla problematicità dei contesti familiari
o al desiderio del figlio di attirare l’attenzione
su di se attraverso uno strumento che gli conferisca
visibilità.
Infatti solo un dieci per cento del campione asserisce
di volere maggiore attenzioni ed interesse da parte
dei genitori, mentre il resto delle aspirazioni
è molto più vicino ad un cambiamento
insito nella famiglia stessa come una ricerca da
parte loro di una maggiore felicità personale.
Solo il ventidue per cento critica la propria famiglia
per l’invasività, la mancanza di comprensione
verso l’azione di dipingere, le critiche.
E’ interessante notare che quasi un terzo
del campione alla domanda “ti
piacerebbe che loro” ha fatto
riferimento ad un coinvolgimento attivo dei genitori
nell’attività del dipingere, questo
elemento potrebbe essere visto sia come un segnale
della complicità del legame familiare, e
quindi della self efficay familiare, sia come un
indice della pervasività e della forza delle
convinzioni di autoefficacia dei ragazzi, che decisi
nella loro ideologia coinvolgerebbero anche i familiari.
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