Il mio primo giorno al liceo
Alice (14 anni) I H
Sveglia alle 6.30. Anche se devo uscire alle
7.30, alle 7.00 sono già pronta! Mamma,
che emozione: oggi è il primo giorno delle
scuole superiori. Cioè, è chiaro
il concetto? Entro nella mia classe, prima H.
Oddio, no! Sono tutti brutti! Beh, quello lì
al primo banco non è proprio male.... E
guarda quella ragazza che faccia simpatica! Ecco,
ora entra la professoressa, tutti in piedi. La
prima impressione è che sia un tipo tranquillo,
speriamo bene. Anche se... una prof è sempre
una prof!
Ecco, questi erano i miei pensieri il primo giorno
di scuola e adesso... adesso ho ventisette amici
in più ai quali voglio già un mondo
di bene. In classe grazie ai professori, ma soprattutto
grazie a noi ragazzi, abbiamo subito fatto amicizia.
Certo, quest’anno ci sono più compiti,
ma c’è anche sempre l’amico
secchione pronto ad aiutarti se ti trovi in difficoltà.
A dire la verità c’è anche
quel quattr’occhi bastardo che avverte la
prof. se stai copiando, ma in fondo credo che
sia normale. Ormai abbiamo preso confidenza l’uno
con l’altro e sono sorte, naturalmente,
le prime simpatie e antipatie. Beh, da qui al
quinto anno ce ne sarà di strada da fare.
Qualcuno verrà bocciato... ma perché
sto a pensare a queste brutte cose! Ora mi preparo
per uscire: Oh, no!... oggi c’è il
compito di matematica...
Mi chiamo Alice e ho 14 anni. Come ragazza credo
di essere esuberante, espansiva e piena di energie.
La cosa che mi piace di più è discutere,
visto che negli ultimi anni ho scoperto il potere
del ragionamento. Mi definisco quindi una grande
ragionatrice, anche se talvolta poco ragionevole.
Sono abbastanza soddisfatta perché ho fiducia
in me stessa.
Entrando nelle scuole superiori ho raggiunto un
altro traguardo della mia vita e sento di essere
cresciuta: non sono più la ragazzina che
frequentava la scuola media, mi ritrovo in un
ambiente nuovo assai diverso da quello di un anno
fa.
Quando il primo giorno sono entrata in classe,
mi ha fatto un effetto molto particolare non ritrovare
i “vecchi” compagni e vedere facce
di professori completamente estranee. Mi sono
soffermata a osservare i nuovi compagni, pensando
che sarebbero diventati molto presto i miei nuovi
amici stabili con i quali stare insieme e trovare
qualcosa che ci accomuni come la musica, la televisione,
lo studio di una materia che ci interessi più
delle altre, la voglia di uscire insieme per andare
al cinema o solo a fare una passeggiata.
Naturalmente questi nuovi compagni hanno caratteri
diversi: c’è la ragazza particolarmente
timida, quella troppo sensibile, il ragazzo aggressivo
che assume posizioni estremiste e ha gesti di
ribellione. Ma credo che da qui al quinto anno
tutti cambieremo molto, matureremo, avremo ripensamenti
sul modo di comportarci e di pensare. Ed è
giusto che sia così.
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