Il
caso e la necessità
di Maria Laura Cataneo
Un'esperienza didattico/educativa
ai limiti della casualità, in una realtà
scolastica sperimentale molto strutturata dove regnano
l'organizzazione e il rigore della didattica modulare Il secondo
modulo interdisciplinare ( in compresenza) nella
terza C scientifico dello scorso anno prevedeva
l'azione didattica congiunta di Filosofia e Storia
dell'Arte per un periodo di intervento di più
di due mesi, peraltro centrali nello svolgimento
della programmazione.
I contenuti annuali delle due discipline non
coincidevano dal punto di vista temporale, e questo
necessariamente induceva a scelte di percorso
tematico. Il tema, per giunta, doveva rispondere
a molti requisiti, in modo da rendere per i ragazzi
meno gravoso lo sforzo immaginativo, inevitabile,
di percorrere mentalmente tempi e storie i più
diversi e lontani tra loro.
Doveva, insomma, destare interesse e curiosità,
un gusto della scoperta che potesse rendere sopportabile
lo sforzo. Per questo scopo abbiamo pensato che
perlustrare un campione dell'infinita gamma dei
linguaggi e dei significati espliciti e sottesi
con cui la realtà, passata e presente,
ci parla, potesse essere una buona occasione.
E così abbiamo scelto il tema del mito
e quindi del simbolo, della metafora, dell'allegoria,
nel suo intreccio indissolubile con il logos,
nell'arte come nella poesia, come nella filosofia.
Lo svolgimento del percorso ha obbedito alle
esigenze disciplinari di acquisizione di competenze
precise e prederminate, ma, un po’ a sorpresa,
ha anche consentito ai ragazzi di legare con un
personale filo rosso di continuità la maturazione
del pensiero e del linguaggio nell'antica polis
con la costruzione complessamente poetica dell'universo
dantesco, ma anche con la perfezione armoniosa
della sintesi artistica rinascimentale.
Al termine del percorso didattico, non privo
quindi di qualche ardito salto in lungo, la curiosità
di verificare quanto interesse effettivamente
ci era riuscito di destare ci ha spinto a lanciare
una provocazione: abbiamo chiesto ai ragazzi di
costruire, in piena autonomia di scelta e di mezzi
di espressione e comunicazione, una loro rappresentazione
simbolica del mondo attuale, indicando come tema
guida " l'eterna lotta tra bene e male".
Non tutti hanno risposto, ma qualcuno sì.
Un esempio è il dialogo che segue.
Il Bene e il Male nella
società di oggi
di Roberta Benini e Marta
Fiori
INTRODUZIONE
Chi studia filosofia si imbatte spesso nei grandi
temi del “Bene” e del “Male”,
perché si tratta di concetti legati alla
natura umana e alla vita stessa dell’uomo.
Tuttavia raramente l’uomo si afferma col
pensiero su queste cose, a meno che non lo faccia
per mestiere( come i filosofi);tutti gli altri
lo fanno solo in particolari circostanze della
loro vita, quando un evento o una persona indirizzano
il loro pensiero in quella direzione.
Per quanto riguarda noi, tutto è cominciato
quando la nostra insegnante di storia e filosofia
ha lanciato una sfida : " Chi se la sente
di trattare, con qualsiasi mezzo di espressione
liberamente scelto, il tema del bene e del male
nella società di oggi?".
Noi abbiamo raccolto la sfida, perché attratte
dalla possibilità di esprimerci liberamente
(cosa congeniale a noi giovani) e su qualcosa
di attuale; ed abbiamo optato per la forma del
dialogo (scritto e poi letto) quando ci siamo
rese conto che il solo mezzo figurativo (scelto
in un primo momento)non bastava a contenere né
a trasmettere chiaramente agli altri le nostre
idee: tutte quelle idee appunto che, quasi senza
che noi lo volessimo, scaturivano naturalmente
una dietro l’altra soltanto a parlare tra
noi del tema in argomento.
La grande forza del confronto di idee è
infatti quella di aiutare il nostro pensiero ad
emergere, risvegliato e sollecitato da un altro
pensiero. Il mito, un artificio voluto e scelto
per meglio catturare l’attenzione degli
eventuali futuri ascoltatori, perché anche
loro entrino nel dialogo e si sentano spinti a
manifestare le proprie idee.
M. Che mi dici del compito di filosofia ? Come
la vedi ?
R .Lasciamo stare, ho ancora gli incubi. A proposito,
anche stanotte ho fatto un sogno strano !
M Racconta .
R Eravamo in tanti, sopra una grande pianura: ragazzi
e ragazze di ogni nazionalità, religione
e razza. Un grande striscione annunciava, la "Fiera
del Bene e del Male" ed intorno a noi c'erano
stands che esponevano di tutto: capi di abbigliamento,
oggetti ,libri , posters e, soprattutto, parole.
M. Parole?
R .Si, perchè su tutte le cose esposte
c'erano parole o. frasi in tema col nome della Fiera. Gli addetti agIi stands
ci invitavano a servirci-liberamente, però nessuno cominciava, perchè
non capivamo
bene quello che stava accadendo .
M. Infatti è strano. Poi cos' è
successo ?
R .AlI 'improvviso, una voce che proveniva da
dietro le montagne limitavano la pianura ha detto: "Siete tutti
in gara per un premio bellissimo che avete già vinto, ma che
dovrete venire a ritirare qui , dietro queste montagne.
M, Beh , sembra facile !
R .Aspetta, fammi finire. La voce ha aggiunto: "
Le montagne si apriranno, per lasciarvi passare,
solo se mostrerete di aver saputo scegliere, tra
la merce a vostra disposizione, il "bene assoluto";
o anche il "male" , sempre "assoluto"
, se non vi è riuscito di trovare il bene
.Coraggio, la gara ha inizio, fate il vostro gioco!"
M. E allora ?
R .Era come in un gioco televisivo, di quelli
neanche tanto difficili : tutti correvano a prendere qualcosa, chi d 'istinto
e chi dopo averci pensato, poco o tanto. Qualcuno cambiava
le cose già presenti se, altri spiavano le scelte dei vicini per regolarsi
o c' era anche chi correva verso le montagne portando con sé
più cose; comunque il tempo scorreva, ma nessun concorrente riusciva
a passare.
M E la voce ?
R .Non parlava più, forse per non influenzarci
.
M E tu che hai fatto ?
R .AlI' inizio anche io ho provato a scegliere
qualcosa: una maglietta col simbolo della pace, un poster sulla fratellanza
universale, altre cose tutte legate alla bontà, amicizia,
generosità: ...Poi, però, le rimettevo a posto ,
M. Perchè ?
R .Non ero convinta, sentivo che non bastava.
Vedevo intorno a me ragazzi che facevano le scelte più diverse,
magari anche in con.,.
contrasto le une con le altre. Ero frastornata
, ma intuivo che la parte più difficile stava in quell' aggettivo
"assoluto" riferito al bene.
M. perché, avrebbe anzi dovuto facilitare
le cose! .
R .E Invece no, perchè sai bene che In
un mondo complicato come quello d' oggi è diventato sempre più
difficile distinguere a colpo d' occhio il bene dal male, chi ha torto e chi
ha ragione . Per ogni cosa esistono mille sfaccettature , un
comportamento può essere buono e al tempo stesso cattivo, , .
M. Forse stai esagerando .Considera che, da
quando veniamo al mondo sono gli altri che si occupano di insegnarci cosa
sono il bene ed il male: prima i genitori, poi la scuola,
poi le leggi , la religione, la morale.
.R .Ma quelli sono un' altra cosa: sono il bene
e il male secondo gli altri o sono quelli codificati,
scritti, che possono cambiare ( e cambiano ) ma
solo nel tempo, ma soprattutto secondo i paesi,
i regimi politici e le religioni !
M. Perchè , tu cosa intendevi ?
R .lo parlavo invece del bene e del male come
ognuno di noi li sente, da quando comincia a ragionare, ad essere
responsabile delle proprie scelte; e con " assoluti "
voglio dire che nell’ arco della nostra vita non possono cambiare per influenze
esterne , ma soltanto per un nostro spontaneo ripensamento
.
M. Stai personalizzando ?
R .Certo, perché ritengo che oggi il bene
ed Il male .assoluti non, esistano più
, tranne per i casi patologici ( tipo serial killer,
ma anche li bisognerebbe risalire a monte) .Conta
l'onestà nelle scelte .
M. Cioè? ...
R .Scegliere di fare una cosa per i suoi Iati
positivi e non per quelli negativi .
M. Per esempio ?
R .Tipo essere generosa per aiutare gli altri
e non per sentirmi gratificata io, o per fare
bella figura.
M. E il male allora ?
R .Stesso ragionamento, solo che questa volta
di ogni cosa vengono messi in primo piano gli
aspetti negativi. .!
M. Dunque, secondo te, il male è .I ' esatto
contrario del bene ?
R .Non necessariamente, perchè una cosa
può essere buona senza che il suo contrario
denoti cattiveria: è buono chi fa spontaneamente
l'elemosina, ma non è necessariamente cattivo
o avaro chi non la fa, magari è povero
anche lui !
M. Ci sarà pure un caso in cui male e bene
sono gli esatti contrari !
R .Forse i famosi "assoluti" che, come
nel sogno, non riesco a definire, a classificare;
può essere che più avanti ci riuscirò,
ma per ora mi regolo con l' istinto .
M. Mi hai shockata , siamo finite su discorsi
troppo seri .Per piacere, torniamo a terra e dimmi
come si è concluso il sogno .
R .Penso che il sogno fosse la rappresentazione
scenica di tutti questi miei ragionamenti. Infatti
anche nel sogno non sono riuscita a fare una scelta
sicura ed ho preferito rimanere a guardare gli
altri .
M. E che hanno fatto ?
R .Molti, come me hanno rinunciato ,altri hanno
provato ma non sono riusciti a passare. Tutti,
direi, si sono impegnati seriamente, perchè
la gara non era facile come era sembrato al primo
momento: saper riconoscere il bene ed il male
nel mondo d' oggi è veramente un' impresa
ardua, come lo è il saper fare le pro prie
scelte .
M. Magari sarebbe stato diverso con persone mature
!
R .No, anzi, io penso che eravamo tutti giovani
proprio perchè le imprese impegnative richiedono entusiasmo e l'
entusiasmo, si sa, diminuisce con l' età .
M. Così il bellissimo premio nascosto dietro
la montagna non è andato a nessuno. Ma cosa sarà stato ?
R .Quando mi sono svegliata me lo sono chiesta
anche io. Una cosa già nostra, ma che non potevamo avere
se non. dopo aver fatto una giusta scelta; cioè una cosa che
potenzialmente ci appartiene, ma che possiamo perdere per delle scelte
sbagliate: che fosse la felicità ?
M. Boh!
Roberta Benini
Marta Fiori
Liceo Russell-Pitagora di Roma
a.s. 2001-2002
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