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I
primi rapporti sentimentali - II° Parte
di Patrizia Mattioli
Il primo approccio
Al primo approccio, in genere ci si aspetta che
sia il ragazzo ad avvicinare la ragazza (che aspetta
richiamando in qualche modo l'attenzione), soprattutto
nei pub o nelle discoteche, nei luoghi cioè
più impersonali.
I ragazzi ritengono di solito di dover prendere
l'iniziativa e preferiscono che la ragazza aspetti,
anche se alcuni di loro, quelli che magari hanno
un pò più di paura a fare il primo
passo, apprezzano che la ragazza collabori attivamente
al contatto.
Alcuni ragazzi poi sentono il peso del dover prendere
l'iniziativa, perché pensano che è
l'unica cosa che ci si aspetta da loro e che devono
dimostrare così di essere uomini e reagiscono
a queste pressioni assumendo un atteggiamento
da duro che qualche volta sfocia in comportamenti
antipatici nei confronti delle ragazze. E' un
modo di superare l'imbarazzo e la vergogna.
Alcuni ragazzi pensano che le ragazze dicano sempre
no al primo impatto, per principio o per non sbilanciarsi
subito, per cui si comportano in maniera aggressiva
per raggiungere il proprio scopo pensando di dover
dare poco peso al loro consenso. Atteggiamenti
di questo tipo nascondono in genere l'incapacità
di subire ed elaborare un rifiuto.
Le ragazze invece pensano di dover prevalentemente
attirare l'attenzione prendendo poche iniziative,
cercando di creare le condizioni per far avvicinare
i ragazzi. Non sanno ancora bene cosa comporta
avere una relazione quindi c'è molta curiosità
ma anche molta paura: per esempio di essere trattate
male dal ragazzo, o di entrare in intimità
fisica con lui.
Per una ragazza è importante che un ragazzo
la scelga, la stimi e la consideri importante.
La paura del rifiuto
Alla prima esperienza in ogni caso, la paura di
sbagliare è maggiore e si cerca di avere
il maggior numero di informazioni sulla probabilità
di successo dell'approccio: si chiede agli amici,
si cerca di osservare l'altro per capire se è
interessato (mi guarda spesso, si siede spesso
vicino a me, parla spesso con me,....). Fare un
buco nell'acqua sembra più drammatico (anche
se più probabile), la prima volta, quando
appunto si cominciano a valutare le proprie capacità
di entrare in relazione con l'altro sesso, che
non dopo, se e quando l'esperienza e qualche successo
hanno rinforzato la propria autostima.
Molti ragazzi e molte ragazze hanno più
difficoltà di altri ad avere contatti con
l'altro sesso e attribuiscono a qualche proprio
difetto fisico il non essere notati dalla persona
che interessa. Spesso non sanno come comportarsi
per fare in modo che sia più probabile
che questo avvenga. Quindi rimangono in disparte
per paura che il loro presunto difetto venga notato
da tutti.
Più che a difetti personali le difficoltà
di contatto sono dovute alla mancanza di esperienza
e alla paura di essere respinti, anche questo
spesso è legato all'inesperienza: basta
anche un velato rifiuto a bloccare i tentativi
di approccio anche con altre persone, limitando
così ogni possibilità di successo.
Anche un volta che sia stato superato il problema
del primo contatto molti ragazzi e molte ragazze
si sentono insicuri quando si trovano in compagnia
di un coetaneo dell'altro sesso. Pensano di non
sapere cosa dire, hanno paura di annoiare, si
chiedono se il/la partner lo/la troverà
attraente, cosa si aspetta e così via.
Così molte delle energie vengono impegnate
nel non far vedere questa insicurezza per paura
di essere giudicati male, magari presi in giro
o derisi. Soprattutto i ragazzi, quando una ragazza
è un pò incerta non sanno bene come
affrontare la situazione: se lasciar perdere o
insistere. Queste incertezze in genere diminuiscono
man a mano che si acquisisce maggiore esperienza.
Alle prime armi si tende a lasciar perdere interpretando
l'incertezza come un rifiuto, andando avanti con
le esperienze si può capire che un'incertezza
può significare anche altre cose: che magari
la ragazza non è pronta per una storia,
oppure che non si aspettava l'approccio e ha bisogno
di tempo per decidere, ecc.... e allora si può
provare ad insistere oppure si può aspettare.
E' meglio se si può fare esperienza potendo
contare sull'appoggio del gruppo di amici, ci
si stimola a vicenda, ci si può aiutare
per organizzare incontri con la persona che interessa,
si può parlare delle proprie esperienze
così che ognuno può imparare qualcosa
anche dall'esperienza dell'altro e soprattutto
ci si può appoggiare così che ad
un'esperienza andata male non si dia troppa importanza.
Fino a dove spingersi?
Quando un ragazzo e una ragazza poi cominciano
a flirtare si chiedono fino a che punto vogliono
spingersi con il partner. I ragazzi desiderano
in genere arrivare presto ad avere rapporti sessuali
completi, le ragazze invece sono più caute
e preferiscono tempi più lunghi.
Spesso i ragazzi hanno la prima esperienza sessuale
con una ragazza più grande, che possono
anche non rivedere più. Anche le ragazze
preferiscono fare la prima esperienza con un ragazzo
più grande, ma con il quale magari hanno
già un rapporto sentimentale.
I rapporti sentimentali durante l'adolescenza
e la prima giovinezza oltre ad essere importanti
per l'esperienza che ne deriva, hanno anche il
ruolo importante, di fornire conferme al proprio
senso di identità personale che si va via,
via sempre più strutturando. Anche per
questo all'inizio si ha più paura.
Come avviene la scelta del probabile partner?
Come avviene che siamo attratti da alcune persone
e non da altre?
In generale possiamo dire che nel corso della
vita siamo portati a stabilire diversi tipi di
rapporti mano a mano che progrediamo verso la
maturità. A volte i cambiamenti si possono
verificare molto lentamente e quello che ne risulta
è a volte una successione di rapporti più
o meno simili.
Com'è il tuo
rapporto con le ragazze (o con i ragazzi), che
tipo di difficoltà ti trovi ad affrontare
quando sei con loro? Hai già avuto un rapporto
sentimentale? Racconta la tua esperienza
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