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I
primi rapporti sentimentali - III° Parte
di Patrizia Mattioli
La scelta del partner
Nel periodo adolescenziale la scelta viene fatta
soprattutto in base all'aspetto esteriore del
partner, che non significa necessariamente o soltanto
aspetto fisico: tutti o almeno molti sono attratti
dal ragazzo leader o dalla ragazza più
carina della classe.
Essendo un periodo di grandi insicurezze, proprio
perché caratterizzato dalla sperimentazione
su tanti campi sociali, la convalida esterna attraverso
le doti pubblicamente riconosciute dell'altro
può aiutare a compensare queste insicurezze.
Il modo in cui ci vedono gli altri (per esempio
come una bella coppia) fornisce un potente senso
di conferma sul piano personale.
Rapporti di questo tipo tendono a durare poco
e ad essere sostituiti, man a mano che prosegue
la maturità, da rapporti con persone che
meglio si adattano alle proprie caratteristiche
psicologiche personali. Nei rapporti confermanti,
è importante che l'altro non sia troppo
disponibile. Più è difficile da
raggiungere, più risulta confermante.
Il criterio di scelta del partner in base alle
sue caratteristiche esterne non deve essere considerato
come una forma di immaturità, ma come una
fase di crescita, possiamo parlare di immaturità
soltanto se si utilizza ancora lo stesso come
unico criterio in età più adulta.
I rapporti adolescenziali hanno aspetti positivi
e negativi. Quando si sceglie un ragazzo o una
ragazza in base alle conferme che il rapporto
può fornire agli occhi degli altri (cioè
se il rapporto permette di sentirsi considerati
perché si sta con una persona che viene
considerata), ci si sentirà sempre un pò
inadeguati. Se si scelgono continuamente ragazzi
o ragazze che fanno apparire straordinari prima
o poi ci si sentirà annoiati o frustrati.
E allora dopo un pò la storia finisce.
Finché durano però non c'è
niente di male nel lasciare che un rapporto aiuti
a sentirsi più a proprio agio con se stessi
mettendo in rilievo pregi che magari non si pensava
di avere, alimentando così la propria autostima.
Quindi durante l'adolescenza e la prima giovinezza
è più facile che i rapporti siano
molti e relativamente brevi e che servano soprattutto
a conoscere e maturare e a sapere chi siamo noi
in relazione agli altri.
La fine del primo rapporto
Questi rapporti finiscono perché uno dei
due trova un altro partner che offre conferme
maggiori (per esempio è più bello/bella),
oppure perché uno dei due arriva prima
alla fase successiva e comincia a desiderare un
partner con cui ha più affinità.
Quindi succede che uno dei due prenda l'iniziativa
e l'altro si trovi in condizioni di subirla senza
essere ancora pronto per il passo successivo.
In questo caso ne risulta una sofferenza e un
senso di disconferma (dal momento che si interrompe
contro la sua volontà un rapporto confermante).
A questo punto può succedere che la persona
lasciata cerchi un altro rapporto confermante
che compensi lo smacco subìto oppure che
si tenga lontano dai rapporti affettivi, almeno
per un pò, per paura di soffrire ancora,
oppure che stabilisca un rapporto con un ragazzo
o una ragazza che non ha nessuna delle caratteristiche
del partner ideale, ma con cui instaura un rapporto
affettuoso che in questo modo svolge una funzione
terapeutica per la ferita subita. Sono rapporti
che durano il tempo necessario a curare la sofferenza.
Non si deve dare troppo peso alla fine dei primi
rapporti. Il primo rapporto importante è
stato e sarà causa di sofferenza per la
maggior parte degli adolescenti. Appena finisce
sembra che il resto non abbia più importanza
che non si riuscirà più a trovare
un altro ragazzo o un'altra ragazza così
bello o così bravo o di cui si è
così innamorati. L'esperienza ci dimostra
poi che non è così.
Il primo amore finisce facilmente per i motivi
che abbiamo detto prima e perché, essendo
l'inizio della sperimentazione, non tiene conto
degli elementi che devono essere presenti in un
rapporto per farlo durare che sono prevalentemente
quelli di avere in comune interessi, valori, obiettivi,
aspettative, stimoli, bisogni.
Il rimanere amici allevia spesso la sofferenza
per la fine del rapporto. Il potersi frequentare
ancora, consente da una parte di lasciare aperta
la strada per una eventuale ripresa del rapporto,
dall'altra diminuisce il senso di sofferenza in
quanto il distacco non è totale e ciò
permette di salvaguardare la propria autostima
da penosi sentimenti di rifiuto. Restare amici
infine aiuta ad articolare meglio il motivo della
rottura. In questo periodo è evidentemente
possibile restare amici perché non sono
ancora entrati in gioco sentimenti troppo profondi.
Quando si è concluso
il tuo primo rapporto sentimentale come hai reagito?
Che conseguenze ha avuto nel tuo atteggiamento
verso le ragazze (o i ragazzi)? Racconta la tua
esperienza
psicologia@comunicascuola.it
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