|
|
 |
 |
 |
 |
|
LE RELAZIONI - STUDENTE / INSEGNANTE |
 |
|
L'incontro
di Patrizia Mattioli
Tutti i rapporti dipendono dall’intrecciarsi
delle caratteristiche dei singoli individui. Studenti
e insegnanti si influenzano reciprocamente e sono
entrambi responsabili della qualità del
rapporto che li unisce, anche se come studenti
si ha meno potere formale nella relazione e, per
ovvi motivi, si è meno consapevoli dell’influenza
che si può avere sull’insegnante.
Ma una cosa è certa, non esiste insegnante
senza studente.
L’insicurezza, la paura del giudizio, la
vergogna, il bisogno di accettazione e conferma,
la curiosità, la ricerca dell’autonomia,
di confronto ecc… dello studente si incontrano
con il desiderio/bisogno dell’insegnante
di guidare e influire sulle giovani menti, con
il suo desiderio/bisogno di suscitare la loro
ammirazione, con il suo timore di deludere le
aspettative.
|
| E’ quasi un luogo
comune che il giudizio dell’insegnante
sarà importante per lo studente, ed
egli tenderà ad interpretarlo in maniera
generale, come se fosse riferito a tutto se
stesso e non solo al singolo comportamento.
Sia per i giudizi positivi che per quelli
negativi. Sembra un paradosso ma anche un
giudizio negativo sarà importante,
anche se negativo è pur sempre una
valutazione e come tale implica l’essere
stato considerato come persona con le proprie
caratteristiche individuali |
| IL
TUO PUNTO DI VISTA |
| Quanto conta
per te il giudizio dell’insegnante?
Come reagisci ad un suo giudizio
negativo? |
| psicologia@comunicascuola.it |
|
|
Meno riconosciuto è il
fatto che il giudizio degli studenti sarà
altrettanto importante per l’insegnante,
anche se lui già adulto, sarà
(forse) più capace di delimitare gli
effetti di un giudizio negativo alla singola
situazione che lo ha provocato.
Ogni studente e ogni insegnante hanno poi
una loro storia e una vita fuori, e queste
pesano nel rapporto che si stabilisce a scuola.
Una serie di discussioni con i genitori, una
simpatia non corrisposta, la lite con il più
caro amico influiscono sull’umore, sulla
capacità e il desiderio di apprendimento,
sull’aspettativa (a volte la pretesa),
dello studente di essere capito senza doversi
spiegare. Allo stesso modo le vicende familiari
dell’insegnante influiscono sulla sua
capacità di insegnare, di suscitare
l’interesse degli allievi, di valutare
il loro rendimento. |
| Queste vicende e preoccupazioni personali,
quando rimangono solo personali, creano quella
distanza che favorisce le incomprensioni.
Se c’è lo spazio per raccontarle
e queste possono entrare a far parte della
vita scolastica diventeranno uno spazio condiviso.
Raccontarsi e conoscersi è il mezzo
più importante per capirsi. |
|
| |
|
|
| |
|
| |
|
 |
 |
 |
 |
|